Coltivazione e Cura

SCELTA DELLE VARIETA’

Quando ci si accinge ad acquistare una Rosa bisogna tenere conto di diversi fattori che non si limitano solo al colore, alla forma del fiore o al profumo: bisogna capire innanzitutto il ruolo che deve ricoprire la pianta e la sua relazione con il giardino. Ogni gruppo di rose ha caratteristiche ben definite di crescita e sviluppo e la sua collocazione va considerata con attenzione.
Nelle scarpate si possono utilizzare rose Ibride di Moschata, Rose tappezzanti, Polyantha ed alcune varietà di Rose Botaniche.
In un giardino formale è meglio orientarsi su rose Ibride di Tea, Floribunde, Rose Inglesi, Rose Bourbon, Ibridi Perenni e Rose rampicanti Climber.
Per il giardino informale sono ottime le varietà antiche quali Galliche, Damascene, Centifolia, Muscosa, Cinesi e Tea, Inglesi, Rugose, Ibridi di Spinosissima, Ibridi di Moschata e Rose Botaniche. Fra le sarmentose le Rose Noisette e le Rambler.
Per la coltivazione in vaso si prestano bene le Polyantha, alcune varietà di Inglesi e Rose a sviluppo prostrato.
La casistica è molto vasta e complessa e consigliamo di contattare di persona il vostro vivaista di fiducia per capire quali Rose si adattino meglio al vostro scopo.

ABBINAMENTI

La bellezza di una rosa può essere messa ulteriormente in risalto da un corretto abbinamento con piante erbacee perenni ed annuali, o arbustive mediterranee.Le rose sono piante molto socievoli e si prestano ad essere piantate in associazione ad un alto numero di specie appartenenti a gruppi botanici diversi come erbacee perenni, piante aromatiche sempreverdi che ne andranno a colmare l’inestetismo del periodo invernale, arbusti della macchia mediterranea a foglia argentata e arbusti di vario genere, piante da fiore come ortensie e peonie. Solo per fare alcuni esempi.

L’ESPOSIZIONE

Una volta scelti i rosai da piantare, è opportuno deciderne la collocazione in un luogo adatto. I rosai, per crescere e fiorire, hanno bisogno di almeno sei ore di esposizione ai raggi solari. Alcuni gruppi di rose come le Alba, le Gallica, le Damascena e le Ibridi di Moschata tollerano anche la mezzombra. Quando in molti cataloghi si legge  che le rose sono piante da pieno sole, il concetto va relativizzato e non ci si può aspettare che in pieno agosto con una temperatura di 40° le nostre rose siano in perfetto ‘tiro’ ben fiorite e fresche! Anche le più fiorifere tenderanno ad andare a riposo con la conseguente stasi vegetativa. Se le vediamo stanche, affaticate, senza fiori non dimentichiamo comunque di assisterle con la giusta dose di acqua e nel caso di arbusti a carattere rifiorente può convenire una potatura mediamente decisa in modo che la pianta sia stimolata a produrre getti nuovi che andranno a fiore. Appena le temperature cambieranno e alle prime piogge estive le vedremo ripartire come fosse il risveglio dopo il riposo invernale.

IL TERRENO

Le rose sono piante molto forti e resistenti e non richiedono terreni con particolari caratteristiche organolettiche purchè non siano acidi, ma piuttosto alcalini con un PH ottimale di 7-7,50. Crescono anche in terreni difficili galestrosi e argillosi e nel caso meglio alleggerire con torba e materiale drenante come sassi e cocci, argilla espansa, o pomice. Non è necessaria un’analisi del terreno per piantare, basta osservare cosa ci cresce spontaneamente.

Se vediamo che tutt’intorno ci sono macchie di rododendri o ortensie fantastiche, non sarà la rosa a trovare posto in quel giardino! Se al contrario primeggiano ginestre, cisti, olivi, alberi da frutto, lavande e piante aromatiche, giaggioli e biancospini… allora siamo nel posto giusto.

Il terreno per la piantagione deve essere preferibilmente “nuovo” cioè vergine alla coltivazione delle rose. Questo perché le rosacee causano stanchezza e rilasciano tossine nel terreno. In questo caso le strade sono due ed entrambe valide. La prima e la più naturale è lasciare che il tempo faccia la sua parte e quindi aspettare di ripiantarci rose e rosacee per almeno 4-5 anni dando così modo al terreno di disintossicarsi (ci possiamo piantare anche erba medica, lupini o fave per ridare il giusto apporto di azoto), oppure possiamo ripiantare i rosai nel medesimo posto, cambiando la terra in profondità fino a non incontrare più le radici della pianta vecchia e riportando terra nuova arricchita con Humus. L’operazione diventa più difficile nel caso di rampicanti e ramblers data la profondità dell’apparato radicale.
Prima della piantagione, è bene lavorare il terreno ed arricchirlo con concime naturale. Se il terreno è particolarmente povero od argilloso, arricchitelo con terriccio universale in parti uguali e materiale drenante. Più generosa sarà la dimensione della buca o del vaso e migliori risulteranno lo sviluppo e l’attecchimento della piante specialmente nei primi anni. Nel caso vogliate coltivare le rose in vasi o vasche, è necessario controllare che siano ben drenate e preparare un terriccio adatto, mescolando in uguale misura una buona terra di campo a del terriccio universale venduto da ditte specializzate.

Angela ®
Gallica Officinalis
Monferrato ®
Soupert et Notting

PIANTAGIONE IN GRUPPI

E’ importante conoscere la dimensione della rosa in maturità per poter effettuare un impianto adeguato al loro futuro sviluppo. Un impianto troppo denso potrà essere causa di mal sviluppo dei cespugli, renderà la potatura difficile, impedirà la circolazione d’aria con il conseguente ristagno di umidità a favore di malattie fungine. Se non conoscete le varietà, lasciatevi consigliare dal vivaista e tenete in considerazione che sui cataloghi le misure sono spesso in diminuzione.

Gli effetti più belli nei giardini si ottengono con una piantagione per gruppi, soprattutto se il giardino è abbastanza esteso. Di grande impatto sono le macchie monocromatiche spesso realizzate con un un’unica varietà oppure accostamenti armoniosi sul lato del colore, sviluppo e portamento. Ecco alcuni esempi di sesto di impianto pratici per ottenere effetti interessanti:

tappezzanti : da 2,5/mq
bordo con floribunde h. 90-120 cm: 2/mq
bordo con ibridi di tea h. 120-170 cm: 2/mq
macchia rose inglesi h.100-170cm : da 2,5/mq a 1,5 /mq
ibridi di moschata h. 120-150: da 2,5/mq a 1/mq

rose antiche h. 120/180: da 1/mq a 3/mq
rose botaniche h. 120/200: da 1/mq a 3/mq
rampicanti climber h.3-6: ogni 3mt lineari
rampicanti noisette h 2,5-5: ogni 2 mt lineari
rampicanti rambler h 6-12: ogni 5/8 mt lineari

Definizione delle aiole e dei percorsi
Collocazione delle piante

TRATTAMENTI

Diverse varietà di Rose presentano una più o meno marcata vulnerabilità alle comuni malattie fungine o agli attacchi parassitari e necessitano di essere trattate sia in modo preventivo che curativo, specialmente nelle aree più umide o nei periodi piovosi.

  • Malattie fungine – Oidio, Ticchiolatura Peronospora e Ruggine vanno trattate in modo preventivo in quanto un’infezione in stato avanzato è impossibile da controllare. Nei mesi di marzo e settembre è consigliabile irrorare le piante con un composto a base di rame e zolfo; è utile inoltre ripetere i trattamenti ogni 15 giorni quando la stagione si presenta particolarmente piovosa.
  • Parassiti – La lotta antiparassitaria si effettua sia in forma preventiva, agendo contro la proliferazione delle larve con Olio di Neem o composti a base di Senape come il Sinapis, che in forma diretta, utilizzando Piretro naturale da spruzzare sulle piante infestate preferibilmente alla sera.

Consigliamo di avvalersi il più possibile di prodotti naturali che non danneggiano gli insetti utili e non inquinano.

Teniamo comunque presente che molti problemi di coltivazione possono essere evitati assicurando alle piante un ambiente adeguato :

  • Esposizione soleggiata, almeno sei ore di sole al giorno per la maggior parte dei rosai.
  • Giusta irrigazione, per mantenere il terreno fresco ma non completamente intriso.
  • Irrigare al piede della pianta evitando di bagnare le foglie per non favorire lo sviluppo di funghi e muffe.
  • Concimazione con prodotti organici specifici per rose come Ares NPK che garantiscano un apporto bilanciato di nutrienti.
  • Corretta potatura che favorisca la circolazione d’aria fra i rami.
Ruggine
Macchia Nera
Oidio
Peronospora
Ragnetto Rosso
Cetonia
Argidi
Afidi

L’IRRIGAZIONE

Quando la rosa ha già passato un inverno in piena terra, non ha bisogno di essere annaffiata spesso. Vale la regola “bagnare tanto ma di rado” in modo da stimolare la pianta a radicare sempre più in profondità. In piena terra, può voler dire bagnare una volta a settimana anche in pieno estate.
Quando invece si trapianta la rosa, o semplicemente la coltiviamo in vaso, bisognerà assecondare le necessità della pianta bagnando a volte anche tutti i giorni. D’altra parte, le rose non vegetano su terreno bagnato, ma su terreno fresco ovvero umido ed arieggiato. Dovremo a volte preoccuparsi del drenaggio per evitare ristagni di acqua.

PACCIAMATURA

Un aiuto importante si ottiene con la pacciamatura e cioè la copertura del terreno intorno alla pianta con materiale naturale come lo sfalcio dell’erba, fibra di cocco, corteccia, lapillo e mulch. La pacciamatura presenta diversi vantaggi in quanto limita l’insorgere delle infestanti, previene il congelamento della parte superficiale del terreno e ottimizza l’irrigazione in primavera-estate limitando l’evaporazione dell’acqua. Questo sistema di pacciamatura è vivamente consigliato anche per la coltivazione in contenitore.

TRAPIANTO

Può accadere di dovere spostare una Rosa per diverse ragioni. E’ un’operazione delicata ma non difficile e va eseguita nel periodo autunnale o in pieno inverno quando la pianta è in riposo vegetativo. Con una vanga incidiamo il terreno tutt’intorno alla pianta ad una distanza di circa 20/30cm dal colletto andando bene in profondità e tranciando le radici. Lo scopo è di creare una zolla sufficientemente grande e compatta che conservi il più possibile intatto l’apparato radicale. A questo punto possiamo spostare la pianta in una buca sufficientemente grande per accoglierla avendo l’accortezza di non rompere la zolla e tagliando le estremità delle radici che presentano vistose lacerazioni dovute all’espianto. Qualora la zolla dovesse rompersi o distaccarsi in maniera significativa si può comunque procedere al trapianto riportando a nudo tutto l’apparato radicale che andrà districato e potato leggermente; a questo punto bisognerà trapiantare nel luogo prescelto prepararando un misto di terra e terriccio molto fine in modo da penetrare bene fra le radici riempiendo tutti i vuoti e compattando il tutto.