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Il giardino che cambia con il clima

Rosa Cinese Old Blush

Ci troviamo a confrontarci con i cambiamenti climatici e questo comporta un risettaggio da parte del giardiniere e del suo intervento con le piante. Fino adesso abbiamo assistito ad un inverno generalmente piuttosto mite e molte piante mostrano già una ripresa vegetativa evidente. In zone basso collinari della Toscana, ad esempio, e soprattutto in città o sul litorale le rose non hanno perso il fogliame, le cinesi e vecchie tea sono in piena fioritura, la mimosa è completamente esplosa con un giallo vivido e dirompente le perenni stanno sviluppando il nuovo fogliame. In un panorama così anomalo rispetto alle consuetudini è importante decidere se intervenire e su quali piante.

In questo articolo vogliamo condividere la nostra esperienza su alcuni specifici casi.

Le Rose

Gennaio e febbraio sono i mesi canonici per la potatura che stimola la pianta a produrre getti nuovi e freschi su cui andrà a fiorire nel caso delle rose rifiorenti o a creare struttura e nuovi rami nel caso delle rose a fioritura unica.Come si nota in foto però capita in questo periodo di vedere arbusti e cespugli in piena fioritura. Si tratta di rose appartenenti al gruppo delle cinesi o delle vecchie Tea che notoriamente hanno uno spiccato carattere rifiorente.

Il nostro consiglio è di non disturbare la rosa, di lasciare che faccia il suo corso poiché si sta adattando al clima che cambia. Percepisce l’innalzamento delle temperature e si comporta come è nella sua natura. Quello che conviene fare è controllarne lo stato di salute, eventualmente rimuovere rami vecchi o intricati, sicuramente concimarla al piede per aiutarla a sostenere il grosso sforzo che sta compiendo e irrorarla sulle foglie con rame o poltiglia bordolese ad un dosaggio basso. Quando il fiore sarà sfiorito converrà procedere ad una leggera potatura anziché limitarsi a sbocciolarla.

Rosa Tea Arciduc Josef
Per tutte quelle rose che sono andate a riposo ossia hanno perso il fogliame, non presentano né bocci né fiori, è opportuno procedere alla canonica potatura invernale rispettando il gruppo di appartenenza della rosa in questione.

Se vuoi saperne di più sulla potatura puoi scaricare il nostro e-book gratuito o seguire il nostro video-corso online.

Le piante aromatiche e mediterranee

Anche se abbiamo la tentazione di lavorare in modo indiscriminato su tutto il giardino si consiglia di non potare ancora le mediterranee come cisto, teucrium, lavanda, elicriso, rosmarino, salvia… le sempreverdi non amano essere toccate con il freddo e se ci fosse un ritorno di gelate accuserebbero sicuramente, quindi lasciamole così come sono e aspettiamo marzo-aprile per potarle e riportare in forma.

Le perenni

Anche le perenni mostrano grandi capacità di adattamento adeguandosi al cambiamento climatico. Molte specie sono stimolate dalle alte temperature stagionali a produrre la nuova vegetazione da cui partiranno gli steli fiorali. Alla base della pianta è evidente la rosetta basale già piena, segnale del risveglio vegetativo della pianta.

Achillea filipendulina prima e dopo il taglio

Gaura lindeimeiri siskiou pink prima e dopo il taglio

Gaura lindeimeiri siskiou pink prima e dopo il taglio
Gaura lindeimeiri siskiou pink dopo il taglio

Aster prima e durante il taglio

Le Graminacee

Qui va fatta una distinzione sostanziale tra graminacee decidue e sempreverdi. Le decidue seccano la parte aerea in modo evidente e producono i nuovi getti dalla base. Miscanthus, calamagrostis, pennisetum, imperata cilindrica, eragrostis, cortaderia per citarne alcune devono essere potate alla base per dare luce e spazio al nuovo fogliame di sviluppare liberamente.

Carex, festuca, liriope, stipa, muhlenbergia non necessitano di vere e proprie potature ma di essere pettinate. Si osserva che le stipa di 2-3 anni tendono a infittire moltissimo e spesso a marcire la parte più centrale.

Per ringiovanire la pianta si può procedere in tre direzioni diversi:

  • pettinare energicamente dal basso verso l’alto sia con le dita che con un pettine e cercare di asportare le parti secche o marce.
  • potare a 10 centimetri la pianta e togliere la parte improduttiva centrale
    zollare l’intera pianta,
  • dividerla in 4-6 zolle minori asportando il secco o marcio e ripiantarla ottenendo sempre più esemplari (guarda il video)

Personalmente poto a fine inverno ogni anno per godere del nuovo fogliame di color verde acido che molto rapidamente va a ricomporre la pianta.

Tutte le graminacee producono radici fascicolate molto dense e fitte. Quando la pianta rischia di diventare troppo grande con un diametro che supera anche gli 80 cm di diametro, conviene riportarla indietro. È un’operazione che conviene fare anche adesso fino a fine inverno. Munitevi di una vanga ben affilata, zollate tutta la pianta che non radica molto in profondità, dividete il pane servendovi della stessa vanga e ripiantate. Otterrete nuove piante da utilizzare in altre aree del giardino.

Ecco un esempio:

Imperata cylindrica red baron prima e dopo la potatura

3 commenti su “Il giardino che cambia con il clima

  1. ILDEGARDA BARG ha detto:

    I vostri articoli sono sempre molto interessanti ed utili per la gestione delle piante. Grazie per la vostra disponibilità!

  2. Camilla Giannuzzi Lelli ha detto:

    Finalement è un articolo ben fatto sulle potature! Ottima idea di fotografare prima e dopo la potatura.
    Molto più semplice di altri modi di insegnare. Grazie Camilla Giannuzzi

  3. Sabrina ha detto:

    Grazie mille del vostro aiuto .. Molto utile perché nel contesto ambientale attuale

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