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La storia di Piazza dei Ciompi
«Ciompare» ovvero battere, percuotere. Antico lessico che ritroviamo ancora talvolta nelle campagne con questa espressione, oggi rimane nel nostro parlato grazie alla Piazza dei Ciompi di Firenze. In questo caso con «ciompi» si intende i lavoratori dei lanifici addetti alla pettinatura e alla cardatura. Il nominativo della piazza è stato infatti scelto nel 1948 in ricordo del famoso Tumulto dei Ciompi, una tra le prime proteste popolari operata appunto dai lanaioli nel 1378 per ottenere maggiore rappresentanza politica. È grazie all’esito della loro rivolta che nacquero tre nuove Arti, quella dei Ciompi, quella dei Farsettai (i sarti) e quella dei Tintori.
Non è solo l’appellativo, ma soprattutto la storia di questa piazza che ne descrive il forte carattere popolare.
La Loggia del Pesce è stata progettata dal Vasari per ospitare i pesciaioli che a causa del mal odore e dei liquami non erano più accettati vicino Ponte Vecchio (nell’attuale Piazza del Pesce).
La Loggia fu quindi posizionata nel Mercato Vecchio (attuale Piazza della Repubblica), alle spalle della Beccheria, lo stabile dei macellai.
Fu durante il cosiddetto risanamento di Firenze, periodo tra il 1865 e il 1895 in cui Firenze subì profondi cambiamenti urbanistici per adeguarsi a nuove esigenze economiche e sociali, che la Loggia del Pesce venne smantellata. Si cercò di recuperare le parti meglio conservate (stemmi, tondi con i pesci, capitelli, ecc.) al Museo di San Marco, ma alcune parti come i tondi con i pesci non sono mai state rinvenute.
Nei periodi di festività Piazza dei Ciompi viene allestita con bancarelle lungo tutto il perimetro e si popola improvvisamente di tanti abitanti e turisti.
Non è certamente più luogo di fermento popolare come era un tempo, ma rimane per i fiorentini uno spazio importante, ancora considerato punto d’incontro.
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