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Come potare e conservare la lavanda
Un po’ come le rose, prime donne tra gli arbusti primaverili, anche la lavanda gode di forte stima e ampio impiego nei giardini. Bella in fiore quando sprigiona l’inconfondibile profumo, bella in foglia quando potata a sfera. Arruffata e scomposta in fiore, ordinata e formale in foglia.
Non le manca proprio niente: al bello si unisce l’utile in quanto mellifera e medicamentosa.
In questo articolo affrontiamo l’aspetto della potatura, pratica necessaria al mantenimento ottimale della lavanda perché invecchi più lentamente e si mantenga in ottima forma.
Il periodo migliore per la potatura è a fine fioritura che coincide con la fine dell’estate.
In base alla specie e alla zona di coltivazione potrà variare di uno, due o anche tre mesi. Si tratterà di osservare le nostre lavande; quando i fiori cominciano a virare di tinta ingrigendosi possiamo iniziare a potare. Tanti sono i metodi utilizzati, varia è l’attrezzatura.
Nel filmato che segue troverete un metodo che prediligo e che adotto anche perché ne facilita la raccolta.
Ci sono svariati metodi per la conservazione legati all’uso che se ne vorrà fare.
Ecco come faccio io:
Gli usi sono svariati, a voi la scelta: pot-pourri, sacchetti profumati per la biancheria, eleoliti, olio d’oliva aromatizzato…
Buona lavanda a tutte e tutti!
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